Dà il benvenuto a chi entra in Valle di Fiemme passando per San Lugano. E’ un maestoso, ma acciaccato tiglio, presenza stabile a fianco della chiesetta del passo. Purtroppo è l’unico rimasto.
A dispetto del trascorrere del tempo e del mutare dei tempi, “l'albero di Mussolini” di Bezzecca gode ancora di buona salute, svettando per oltre 25 metri d'altezza sopra piazza Cassoni.
Pochi sanno che il più grande abete bianco d'Europa si trova in Trentino. Imboccando da Levico o da Caldonazzo la pittoresca strada “del Menador” - antica mulattiera militare – improvvisamente le ripide salite e gli stretti tornanti scavati nella roccia lasciano spazio all'ampio e soleggiato pianoro di Monterovere e di Malga Laghetto.
E' Carnevale, il tempo in cui si bruciano le cose vecchie, il periodo che ci presenta l'esempio più resistente di un falò tradizionale che è resistito nei secoli: il pino di Grauno.
Il Parco Naturale Adamello Brenta considera i Larici della Spora dei veri e propri “monumenti vegetali”, inserendoli nell'elenco dei cosiddetti alberi monumentali.
Sono trecento gli alberi “censiti” dall'associazione nazionale, ma una ricerca del 1991 descrive i 27 “monumenti vegetali del Trentino”.
Levico, la vecchia sequoia, tornata a “vivere” grazie all'artista olandese Mari Shields.
Nell'epoca di Twitter e di Facebook, passano nel dimenticatoio le altre forme espressive usate nel passato dagli innamorati: bigliettini, lettere, cartoline, foto e i primi filmati, incisioni sui massi o sugli alberi.
Venti metri di altezza e 250 anni di vita: in valle di Cavedine la “bora dei carboneri” è dal 2006 un albero monumentale
Abstract.
Lo stemma di Rovereto è caratterizzato da un rovere al naturale, sradicato, con foglie verdi e frutti in campo d'oro.
Non è proprio antichissima, a vederla sembra ancora giovane, ma ha comunque superato alla grande la settantina e non si direbbe. Si tratta del nostro albero delle noci (Juglans regia) da noi tutti chiamato, da sempre, la "nogara"...