Di fronte a rigurgiti di razzismo, torna utile la lettura di un libro uscito recentemente titolato “Il rinoceronte d’oro. Storie dal Medioevo africano”.
Liu Xiaobo, il poeta dissidente cinese imprigionato per le sue idee dalla dittatura di Pechino, è morto dopo una lunga malattia. Era stato liberato dal carcere appena due settimane prima della fine.
Nelle Filippine – questo immenso, sterminato arcipelago dalle tantissime isole - si va dissolvendo ogni parvenza di stato di diritto. Il presidente Rodrigo Duterte, eletto a furor di popolo, sta mettendo a ferro e fuoco ogni angolo del paese. In nome della lotta alla criminalità.
I figli di Santo Dias da Silva, figura esemplare di cristiano e di lavoratore, martire della dittatura militare brasiliana negli anni Settanta.
La ferocia e le brutalità della guerra hanno precipitato Aleppo in un girone infernale. La testimonianza del salesiano don Luciano Buratti.
E’ un piano inclinato pericolosissimo quello in cui si trova la nazione e il popolo venezuelano in queste settimane. Da un momento all’altro la situazione potrebbe assumere connotati imprevedibili con un avvitamento regressivo dei rapporti sociali, fino alla guerra civile.
Tre cargo aerei dell’Unicef hanno consegnato nello Yemen 36 tonnellate di aiuti umanitari per intensificare la risposta alla peggiore epidemia di colera al mondo.
Papa Francesco alla Fao: “Fame e malnutrizione non dipendono solo da fenomeni naturali, ma dall’inerzia di molti e dall’egoismo di pochi”.
Il Consiglio europeo approva un’intesa sulla difesa comune, ma si tratta di sovvenzioni all’industria delle armi. Ma 120 mila cittadini europei hanno detto con chiarezza: “Ue, non investire in armi!”.
Francesco Vignarca, coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo, analizza la situazione degli investimenti in armamenti a livello internazionale. E rinnova la denuncia per l’export di armi dall’Italia a Paesi in conflitto. Come lo Yemen.
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“Abidjan (Costa d’Avorio) – Dopo la Messa della domenica, fuori dalla chiesa della parrocchia di San Matteo, periferia della capitale, un venditore di gelati richiama i ragazzini come le mosche sul miele. Immagini dell’infanzia, anche da noi.